7 November 2009

13 novembre 2009: nuovo felix: di Jean-Marie Gleize

Roma, venerdì 13 novembre 2009, alle ore 20:00

presso il centro culturale La camera verde
(via G. Miani 20, quartiere Ostiense)

presentazione del libro di Jean-Marie Gleize

IN VISTA LATERALE


collana felix a cura di Marco Giovenale

traduzione dal francese:
Michele Zaffarano

lettura dell'autore, presente in Camera verde

*

Interverrà inoltre
Luigi Magno


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Jean-Marie Gleize (Parigi, 1946) è uno scrittore, poeta e saggista francese, attualmente professore di letteratura francese contemporanea all’École Normale Supérieure di Lione. Una scheda sul suo lavoro è leggibile online su slowforward.

*

Centro Culturale LA CAMERA VERDE
via Giovanni Miani n.20.
00154 Roma.
Cell. 3405263877
email: lacameraverde [at] tiscali [dot] it

14 June 2009

18 giugno: nuovo felix: Carlo Bordini, "I diritti inumani ed altre storie"

Roma, giovedì 18 giugno 2009, alle ore 20:00

presso il centro culturale La camera verde
(via G. Miani 20, quartiere Ostiense)

presentazione del libro di Carlo Bordini

I DIRITTI INUMANI
ed altre storie



collana felix a cura di Marco Giovenale


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Carlo Bordini ha pubblicato diversi libri di poesia, in parte esauriti. Quelli ancora reperibili sono: Mangiare, Empirìa 1995; Polvere, Empirìa 1999; Purpureo Nettare, Alla pasticceria del pesce 2006; Sasso, Scheiwiller 2008. Ha pubblicato, come narratore: Manuale di autodistruzione, Fazi 1998 – 2004; Pezzi di ricambio, Empirìa 2003; Gustavo – una malattia mentale, Avagliano 2006. Ha curato, con altri: Renault 4 – Scrittori a Roma prima della morte di Moro, Avagliano 2007; Dal fondo - la poesia dei marginali, Savelli 1978 (ristampato in Avagliano 2007). Con l’editore Luca Sossella ha pubblicato, nel 2008, Non è un gioco – appunti di viaggio sulla poesia in America Latina.



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12 April 2009

15 aprile: Jeamel Flores-Haboud a Roma: lettura in Camera verde

A Roma, mercoledì 15 aprile 2009, alle ore 19:30

presso il centro culturale La camera verde

(via G. Miani 20)


Lettura di Jeamel Flores-Haboud



da Pleamor


[ collana felix, poesie tradotte da Giuliano Mesa ]

Intervengono, con l'autrice, Giuliano Mesa e Marco Giovenale

§

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15 March 2009

Mercoledì 18 marzo: nuovo felix: di Ryôko Sekiguchi

A Roma, mercoledì 18 marzo 2009, alle ore 20:00

presso il Centro culturale
La camera verde
(via G.Miani 20)


presentazione del libro felix


APPARIZIONE

(studi vapore) / indagine sul vapore


di Ryôko Sekiguchi

edizione trilingue (giapponese, francese, italiana)
a cura di Andrea Raos


Sarà presente l'autrice, che leggerà alcuni brani

Interventi di Andrea Raos e Marco Giovenale


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Ryôko Sekiguchi è nata a Tokyo nel 1970, vive a Parigi. Scrive in giapponese e in francese. Sei libri in giapponese, sette in francese. Tra gli altri: Calque, Héliotropes, Deux marchés, de nouveau (presso POL), Adagio ma non troppo, Série Grenade suivi de Etudes Vapeur (Le Bleu du Ciel). Ha tradotto Jean Echenoz, Atiq Rahimi, Pierre Alferi, Gozo Yoshimasu e Yoko Tawada.

*

a differenza di una posizione lirica del testo, è il movimento contrario a brillare (e convincere) nei testi di Ryôko Sekiguchi: la lirica della posizione del testo. quindi la collocazione geometrica dei blocchi di prosa. il loro reorientamento. così come il colore non è l’oggetto dell’innamorarsi dello sguardo autoriale, ma il soggetto di quella azione percettiva, di quel guardare. lo agisce, gli dà orizzonte.
[ m.g. ]


* * *



::: Collana FELIX :::

La camera verde
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4 September 2008

Jon Leon, Diphasic Rumors

Jon Leon

Diphasic Rumors

Poesia. Edizione bilingue.
Traduzione italiana a cura di Gherardo Bortolotti

Collana Felix,

La camera verde, Roma, giugno 2008

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Nato nel 1982, Jon Leon è scrittore e videoartista. Vive negli Stati Uniti, a Raleigh, in North Carolina. Tra i suoi libri: Right Now the Music and the Life Rule (Sunset Debris Intl, 2006), TRACT (Dusie, 2006), Hit Wave (Kitchen Press, 2008), e Alexandra (Cosa Nostra Editions, 2008). Nuove poesie compaiono in «Fence», «Soft Targets», «The New Review of Literature». Nel 2007 con Alyssa Wolf ha prodotto «The | Black Economy», rivista cartacea che ha ospitato nuovi poeti italiani e americani.

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"il principio dei testi di Jon Leon è la discontinuità, la sconnessione, o un eccesso intenzionale di fratture. o – ancora meglio – il lavoro e l'insistenza ossessiva sui momenti di legame (saltato). ossessione felice. la violenza si esercita su punti di avvio o chiusura, su quei frangenti di esitazione della frase in cui tutto può succedere. (e tutto, di fatto, negli snodi e svolte delle poesie, succede: viene fatto accadere)." [m.g.]



8 August 2008

Kathleen Fraser, Witness / Testimone

Kathleen Fraser

Witness / Testimone

Poesia. Edizione bilingue.
Traduzione italiana a cura di Marco Giovenale

Collana Felix,

La camera verde, Roma, maggio 2008

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I libri di Kathleen Fraser comprendono 20 raccolte di poesie – cinque in collaborazione con i pittori americani JoAnn Ugolini, Sam Francis, Mel Bochner, Hermine Ford e David Marshall – e un libro di saggi di poetica: Translating the Unspeakable: Poetry and the Innovative Necessity (2000). Fraser ha tradotto opere di Maria Obino e Andrea Raos, e soggiorna spesso in Italia. I suoi testi murali per ii ss, composti in collaborazione con i disegni di Hermine Ford, sono stati esposti a Roma al Pratt Institute of Architecture (2007). Raccolte recenti: Discrete Categories Forced Into Coupling (Apogee, 2004) e il testo in collage hi dde violeth I dde violet (Nomados Press, 2003). Ha vinto i premi Guggenheim e N.E.A. di poesia. Un’intervista è in http://jacketmagazine.com/33/fraser-ivby-rosenthal.shtml.

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"due meccanismi contrapposti e bilanciati – la messa a fuoco dei dettagli e la parallela sfocatura di ogni 'lente' che 'sorvola' visioni d’insieme – determinano due caratteristiche del poemetto: la dizione politica non retorica, e la crisi anche grammaticale dei soggetti che prendono parola. definiti – parlanti – svaniscono. i frammenti, le voci e oscillazioni, le frasi disperse, irrintracciabili, i commenti raccolti nel dopo-distruzione non possono (non chiedono di) essere ricondotti a figure note, né a una icona o torre definita, che qui semmai è tour abolie. " [m.g.]


29 June 2008

... di piccole foglie sparse e di giardini ...

Sabato 5 luglio 2008, ore 20:30

La camera verde

Roma, via G. Miani 20


PER PAOLA FEBBRARO

presentazione di

Paola Febbraro, ... di piccole foglie sparse e di giardini ...


Poesie. Collana felix, La camera verde, Roma 2008


16 June 2008

Recensione di Laura Cingolani a “Thing Ode”, di Jennifer Scappettone


click to read

8 June 2008

Due nuovi felix: di Jon Leon e di Jennifer Scappettone

Roma, sabato 14 giugno, ore 20:00

La camera verde (via G.Miani 20)


presentazione dei libri

Diphasic Rumors -- di Jon Leon

e

Thing Ode / Ode oggettuale -- di Jennifer Scappettone


-- testi in inglese e in traduzione italiana --

Collana Felix : http://felixseries.blogspot.com



Interviene Gherardo Bortolotti, curatore della traduzione italiana di Diphasic Rumors

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Leggeranno i testi:

Gherardo Bortolotti, Marco Giovenale, Jennifer Scappettone



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Jon Leon, Diphasic Rumors
Traduzione italiana di Gherardo Bortolotti


Nato nel 1982, Jon Leon è scrittore e videoartista. Vive negli Stati Uniti, a Raleigh, in North Carolina. Tra i suoi libri: Right Now the Music and the Life Rule (Sunset Debris Intl, 2006), TRACT (Dusie, 2006), Hit Wave (Kitchen Press, 2008), e Alexandra (Cosa Nostra Editions, 2008). Nuove poesie compaiono in «Fence», «Soft Targets», «The New Review of Literature».

"il principio dei testi di Jon Leon è la discontinuità, la sconnessione, o un eccesso intenzionale di fratture. o – ancora meglio – il lavoro e l'insistenza ossessiva sui momenti di legame (saltato). ossessione felice. la violenza si esercita su punti di avvio o chiusura, su quei frangenti di esitazione della frase in cui tutto può succedere. (e tutto, di fatto, negli snodi e svolte delle poesie, succede: viene fatto accadere)" [m.g.]


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Jennifer Scappettone, Thing Ode / Ode oggettuale
Traduzione dell'autrice, in dialogo con Marco Giovenale

Jennifer Scappettone è nata a New York nel 1972. Ha pubblicato le raccolte Err-Residence (Bronze Skull, 2007) e Beauty [Is the New Absurdity] (dusi/e kollectiv, 2007). Ode oggettuale appartiene a un libro di poesie intitolato From Dame Quickly, che uscirà nel 2008 per Litmus Press. Ha tradotto dall’italiano l’opera poetica di Amelia Rosselli. Sta lavorando a una monografia critica intitolata Venice and the Digressive Invention of the Modern. Insegna Letteratura e Creative Writing all’Università di Chicago.

"«beyond the swing—the security», oltre l’altalena (e l’oscillazione, l’oscillare) la sicurezza : così ironizza il mosaico di Jennifer Scappettone, ode e codice oggettuale che si disassembla e si ricombina in questo libro in due sezioni (diversamente organizzate) che non si specchiano né semplicemente si variano l’una con l’altra, ma si implicano contrastandosi e gettando rami in direzioni e linee simili. (come sono somiglianti fra loro i membri di una stessa famiglia, nel noto esempio di Wittgenstein)" [m.g.]




Marina Pizzi, Dallo stesso altrove

Marina Pizzi

Dallo stesso altrove

poesie

Collana Felix,

La camera verde, Roma, maggio 2008

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Marina Pizzi è nata a Roma, dove vive, il 5-5-55. Ha pubblicato i libri di poesia: Il giornale dell'esule (Crocetti 1986), Gli angioli patrioti (ivi 1988), Acquerugiole (ivi 1990), Darsene il respiro (Fondazione Corrente 1993), La devozione di stare (Anterem 1994), Le arsure (LietoColle 2004), L’acciuga della sera i fuochi della tara (Luca Pensa 2006). Alcune raccolte inedite in carta sono rintracciabili sul web. Cura i seguenti blog di poesia: Sconforti di consorte, Brindisi e cipressi, Sorprese del pane nero.

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"già dal titolo il paradosso entra nel libro di Marina Pizzi: in uno stesso/altro che non è Borges ma semmai marcatura materiale di assenze: «un sillabario vuoto», maschera o calco che viene pianto. ogni ipotesi di «nuova vita» finisce=inizia allora in «perimetri di pericoli», nel «torto di vederci». ma in questo nastro che si rovescia su sé, e che sarebbe una serie di espedienti (il)logici se mancasse di buio (e davvero non ne manca), scatta una forbice a tagliare ogni facile attesa o formula del buio stesso. anche il nero, che pure arriva sempre, è sfatato, e l’infinito del verbo è un imprevisto: un impervio «morire per non morire / così come fan tutti»" [m.g.]